Diario del 3° Giorno Tappa Valle-Jørpeland

05 Luglio 2002,

Jørpeland, 24.40:

Il tempo sembra buono, e ci mettiamo nelle mani di Gianfranco, che guida parecchi chilometri su stradine strette, ma ben tenute.

L'aria si fa fresca, spariscono le macchine e si moltiplicano le pecore. Viene sorteggiato il volante per la discesa su Lysebotn. Vince Pierluigi che dichiara di conoscerla bene perché l'ha già percorsa con la Playstation (e con la neve, aggiunge!).

Pierluigi inizia a ridacchiare dopo una decina di tornanti, precisando che col videogame non è mai arrivato in fondo, dato che si schiantava immancabilmente su di un masso erratico in uscita del 23° tornante. Scopriamo che verso il fondo della discesa si imbocca un tunnel stretto, lungo, buio, viscido e che al suo interno si nasconde una curva imprecisabile (forse 270, forse 360°).

Lysebotn esiste solo sulla carta, impossibile identificare un centro abitato, impossibile rifocillarsi. La traversata (700 corone), in compenso, meritava davvero! Pareti veramente impressionanti, su un fiordo verde brillante. Avvistiamo delle foche, poi superiamo in successione la rupe di Kjerag (e riusciamo anche a vedere il mitico sassone incastrato nella roccia), il Prejkestolen, facilmente riconoscibile anche dal basso (ci spaventa all'idea della prossima arrampicata!) e infine un modernissimo ponte a campata unica di cui ignoravamo l'esistenza e che ci avrebbe fatto molto comodo.

Giunti a Lauvvik in perfetto orario, entra in scena il capitano Nemo: questo personaggio dall'aria poco rassicurante (alto come una statua, con le gambe di una cicogna e la pancia di un ippopotamo) riesce ad attraccare a rovescio (lasciando tutte le macchine contromano ed obbligando il macchinista a ripartire, ruotare e riattraccare).

Sbarchiamo maledicendolo. Un secondo traghetto ci trasborda velocemente (97 corone) ad Oanes e da lì raggiungiamo il campeggio a Jørpeland. Non ci sono hytte, così paghiamo per il posto-tenda. Il tempo è inclemente ed inizia a piovere a gocce finissime, ma con insistenza irritante, per cui abbandoniamo l'idea dell'ascesa al Prejkestolen.

Dopo una visita nel piccolo centro cittadino, avendo tempo a disposizione, decidiamo di anticipare la tappa ai graffiti rupestri di Tau, davvero belli e davvero ben nascosti. Continua a piovere, però. Andiamo infine a vedere il parcheggio da cui inizia l'ascesa al pulpito di Prejkestolen, sono le 19.40 e c'è una gran luce, nonostante tutto. Smette improvvisamente di piovere e noi decidiamo che si tratta di un segno del destino, pensiamo al Mega (Gianluca, nostro amico che non è potuto partire con noi) e a quanto sarebbe fiero di noi... in un attimo siamo per strada, memori anche degli insegnamenti dei padri (non si sale in montagna nelle ore calde!)

Si sbuffa e si arranca (indovinate: chi chiude la coda?) su un percorso vario ed interessante. Si alternano tratti di sottobosco, passarelle in legno su acquitrini, scalinate di pietra, scivoli di fango, passaggi fra laghetti solitari... il tutto nel silenzio più assoluto, dato che gli altri sono già scesi tutti.

Infine la visione.

D'improvviso ci si affaccia sul fiordo da un'altezza vertiginosa, tanto che gli ultimi metri aggiungono poco alla magia di quell'attimo. L'acqua, lontanissima là in basso, è di un irreale colore verde-giada, e i contorni del fiordo sono avvolti nella nebbia su entrambi i lati. Intuiamo solo ora la genialità della nostra scelta, di fronte al silenzio e alla solitudine di un luogo del genere.

Dispiace anche doversi rimettere in marcia, ma comincia ad essere un po' tardino (21.30) e così, sotto un pallido sole (solo per colpa delle nuvole) iniziamo la discesa con una certa fretta. Da Gianfranco impariamo parolacce nuove, ma tutti rischiamo qualche scivolata. Un'ultima pausa ci serve per la cena.

Nell'ultimo tratto di discesa incontriamo due tedeschi che timidamente iniziano la salita. Infastiditi dall'idea di non essere gli ultimi della giornata, con qualche indicazione esageratamente catastrofista riusciamo facilmente a dissuaderli, e li osserviamo soddisfattamente fare dietro-front.

Giungiamo alla macchina ed immediatamente ricomincia a piovere: non smetterà più. Ci prepariamo alla nottata in tenda, sperando che la smetta presto e che le tende reggano bene all'acquazzone.

 

Finalmente on-line le  immagini!!!:

sulla via per Lysebotn

Kjerag

sul traghetto Lysebotn-Lauvvik:  foto 1   foto 2   foto 3

Prejkestolen dal basso

Andando a Tau

ai graffiti di Tau:  foto 1   foto 2

L'impresa di Prejkestolen:  foto 1   foto 2   foto 3   foto 4   foto 5   foto 6   foto 7   foto 8   foto 9   foto 10   foto 11

 

 

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