Diario del 10° Giorno Tappa Ramberg-Langvassbukt

12 Luglio 2002,

In nottata si è scatenato un vento furibondo. Poco prima delle 6 Ale esce a tendere i tiranti della tenda; Pierluigi (che lamenta addirittura correnti d'aria sotto la tenda così forti da alzarlo da terra) fa altrettanto con la sua. Pippo si è messo i tappi nelle orecchie (SAG=sistema anti gabbiano) e non si accorge di niente. Non si sa ormai quanti fusi orari abbiamo cambiato: le nostre giornate si accorciano, abbiamo sonno verso le 15, poi ci passa. Avevamo quindi deciso (avendo poi poca strada da fare oggi) di prendercela comoda come non mai. Scelta che pagheremo amaramente.

Manca poco alle 10 e inizia a cadere qualche goccia. Siamo operativi in un attimo, tutti e quattro a sgonfiare i materassini e rifare i bagagli. Ormai però la pioggia si è fatta seria, e non abbiamo nessuna intenzione di far bagnare ancora i teli interni. Lasciamo tutto così (con i bagagli già stivati in macchina ed aspettiamo).

Ci godiamo dall'alto la scena della chiusura delle tende degli altri ritardatari, dei quali neanche uno riesce a fare un buon lavoro. Noi cominciamo a elaborare le tecniche più impensabili per ridurre al minimo i danni (mentalità italica). Quando ci rendiamo conto che la pioggia non passerà in fretta, aspettiamo l'attimo propizio e assaltiamo.

La tenda A (la blu, di Pierluigi) viene sistemata con la tecnica sandwich: tolti i tiranti e i picchetti entrambi i teli collassano su se stessi. Quello esterno bagnato rimane sopra; il tutto viene preso dal centro e infagottato senza mettere a contatto parti asciutte e parti bagnate. La tenda B (la Verde, di Ale), invece, viene smontata dal di dentro. Un olandese ci osserva ridendo (e rimpiangendo di non avere una telecamera) mentre il sovrattelo vola via, gli archi di sostegno schizzano a lato e da sotto emerge Ale col telo interno già smontato e ripiegato. Il conto è già pagato, e noi partiamo aspettando che spiova.

A Leknes piove ancora e anche forte. Noi entriamo in un Bakeriet (panetteria-pasticceria) con l'idea di una colazione. Assaggiamo qualche dolce e nasce da sé l'idea-pranzo. Gianfranco da solo compra 18000 lire di pizza dolce con le mandorle, poi indica alla bella fornaia un millefoglie, e lei gli chiede se lo vuole tutto. Ha già capito di cosa sia capace quest'uomo. Anche gli altri fanno la loro parte. La gente ci guarda come kossovari, bagnati come se fossimo appena scesi da un gommone.

Ripartiamo e piove con la stessa fastidiosa costanza. Pippo guida, ma ha sempre più sonno, Ale aggiorna i diari, gli altri dormono. Ale subentra alla guida. Piove.

Arriviamo alla smisurata coda del traghetto che da Fiskebol porta a Melbu. Piove.

Dopo due minuti dormiamo tutti e quattro. Dopo altri due minuti (che sembrano due ore) ci svegliamo di soprassalto mentre un bigliettaio brutto come Freddy Kruger, incappucciato in un impermeabile arancione ci bussa al finestrino. Ci fa pagare (146 corone) e ci liquida con un "ciao", che vuol dire "siete sempre i soliti". La coda non ha termine mai. Ci imbarchiamo alle 17.40 (Piove) e sbarchiamo mezz'ora dopo (Piove).

La giornata non offre spunti di nessun tipo. Nessuno ha voglia di parlare, nessuno ha altro per la testa se non l'acqua di oggi e il sole di ieri. Non sapremo mai niente di quest'angolo di mondo, dato che siamo stati sempre sotto nuvole basse e dense. Un giorno rubato al calendario, in cui niente merita di essere ricordato.

Arriviamo a Sortland e piove forte. Non abbiamo nessuna intenzione di montare la tenda, ma al camping non hanno hytte disponibili, e per due stanze in motel ci chiedono una cifra da piano Marshall. Ci prende una certa ansia, specie dopo aver trovato il tutto esaurito anche nelle vicinanze. Bisogna allontanarsi, e lo facciamo nella direzione più logica, cioè verso terra, fermamente risoluti a bussare a tutte le porte possibili fino allo sfinimento.

Verso le 20.15 troviamo posto in un motel a Langvassbukt. Siamo gli unici ospiti dopo chissà quanto tempo... Ceniamo (e Pierluigi viene incaricato di assaggiare una salsa di olive e mele che abbiamo incautamente comprato), ci diamo al bucato e al riordino dei bagagli. In TV (sull'unico canale disponibile) c'è il Golden Gala (Atletica leggera) di Roma a farci compagnia (almeno sappiamo che da qualche parte esiste un posto in cui non piove.

Ora sono le 23.30 e Piove.

 

 

Sono on line queste due immagini:

La strada (piove)

Assaggiatore nuovamente in carica (e piove)

 

 

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