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Diario del 18° Giorno Tappa Mosjøen-Vikhamar

20 Luglio 2002,

Volevamo partire alle 9, siamo usciti dal campeggio quasi alle 11. È bello, ogni tanto, muoversi senza eccessiva fretta. Ormai il tempo sembra essersi stabilizzato al bello, ed è piacevole fare quattro passi in paese.

Gli esemplari dell'etnia A (cfr diario 17) hanno ripreso il controllo del territorio. La vita cittadina è ripresa ai ritmi consueti, con le mammine e i loro bambini a farla da padroni. C'è una scacchiera (come una piccola Marostica), su cui i papà giocano e i figli partecipano movendo i pesantissimi pezzi (di ferro). Dopo quattro passi senza meta, approfittiamo dell'attrezzatissimo punto internet (affollato anche di ragazzi che giocano in rete l'uno contro l'altro). La connessione è veloce, i prezzi buoni: in pochi attimi upgradiamo il sito (per la vostra gioia). Usciamo in strada e siamo a quattro passi dalla bakeriet di Ewa (immaginate la Lollobrigida a servire panini...).

Giunto il momento di partire, salutiamo questa cittadina dalla doppia vita, puntando decisamente verso sud. Oggi è una tappa di trasferimento, e ci concediamo poche soste. Per quanto riguarda la zona a nord di Trondheim, dobbiamo rivedere almeno in parte il nostro giudizio: il panorama non è così monotono come ci era sembrato e la strada è abbastanza movimentata. Quello che c'è di fastidioso (ma questo soprattutto a sud della città) è la successione di centri abitati, che obbliga a mantenere a lungo velocità esageratamente basse (attraversare a 40 km/h tratti di strada su cui in realtà non si affaccia neanche una casa è privo di buon senso).

Arriviamo nella zona di Trondheim ben risoluti ad evitare ogni possibile pedaggio, ma falliamo miseramente. I due caselli a nord (10+15 corone) non si possono eludere. La genialata è stata quella di venire di sabato e domenica (ci fermeremo qui per due notti), quando non si paga l'accesso in città (25 corone) né il parcheggio (almeno la domenica). Troviamo un campeggio di qualità inferiore ai precedenti, ma comodo perché vicino alla città e particolarmente a buon mercato. Montiamo le tende e scendiamo in città senza altri indugi.

Parcheggiamo a pochi metri dalla cattedrale, che andiamo a vedere almeno dall'esterno, riservando a domani una visita più accurata. Questa è l'unica vera grande chiesa che abbiamo visto in tutta la Norvegia (non ricordiamo bene, ma crediamo che sia la più grande di Scandinavia). Ci facciamo felici le foto davanti alla bella facciata gotica (che più tardi scopriremo essere un'opera recentissima, in stile), e gironzoliamo nelle vie più trafficate. Si ha finalmente l'impressione di essere in una vera città.

Una particolarità di questa città, in cui tutti sembrano muoversi in bicicletta, è l'esistenza di bici pubbliche, che ognuno può ritirare in punti fissi, semplicemente inserendo una moneta da 20 corone che recupererà alla riconsegna (in un qualsiasi altro punto della città). È un po' come con i carrelli della spesa ai supermercati: provate ad immaginare quanti giorni durerebbero queste biciclette in una città italiana!!!

Dopo la cena (completa di ricarica-pc) cerchiamo di capire quale sia la zona migliore da frequentare, ma abbiamo l'impressione di vedere molti locali, ma tutti semideserti (mentre cominciano a rombare le discoteche viaggianti della etnia B). Solo dopo lungo penare, decidiamo di affacciarci sulla riva opposta della Nidelva, a nord del Bakke bru, e scopriamo che lì, in una zona portuale dismessa, è sorta una vera cittadella fatta tutta di locali affollatissimi. Fatichiamo a trovare posto in uno di essi, e ci fermiamo a bere qualcosa in santa pace.

Omettiamo in questa sede di raccontare l'andamento della lunga serata, difficile da sintetizzare e non necessariamente interessante. Rientriamo al camping sul tardi, e come già ci è capitato incontriamo per strada un incidente. C'è già gente sul posto, quindi non ci fermiamo. Il cielo è più scuro di come lo abbiamo visto le sere scorse, ma ancora non si vede la notte. Le isole e la costa nord del Trondheimsfjorden assumono tutte le possibili tonalità dell'azzurro, uno scenario impossibile da fermare in una fotografia (peccato!). Con questa immagine negli occhi andiamo a dormire, sapendo di avere molte ore di sonno a disposizione.

 

Galleria di immagini:

Una  mattina a Mosjøen: foto 1   foto 2

Le bici pubbliche di Trondheim

La cattedrale: foto 1   foto 2

Il palazzo vescovile

Le belle statuine

Rifornimento (...)

 

 

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