Diario del 20° Giorno Tappa Trondheim-Ringebu

22 Luglio 2002,

Ancora una volta una sveglia comoda, dato che ormai vediamo la fine del percorso e non c'è bisogno di forzare le tappe. La soluzione al problema-sonno non è però alzarsi più tardi, ma ritirarsi un po' prima. Non chiedeteci questo, almeno per qualche giorno! Oggi gli occhi pesano e dovremo alternarci attentamente alla guida, riposando durante la strada il più possibile.

Lasciamo il campeggio a mattinata inoltrata, e dirigiamo verso la città, senza nessuna speranza di poterla aggirare senza pagare dazio (dato che è lunedì). Essendo comunque obbligati a pagare, anziché decidiamo di percorrere il centro un'ultima volta, lungo strade che ormai conosciamo abbastanza bene, e alle quali ci siamo un po' affezionati.

Ci vuole poco a lasciarsi dietro la (il ?) Nidelva e passare alla periferia sud della città. Per degli sportivi (da TV) come noi è un piacere fare una breve deviazione (poche centinaia di metri) per dare un'occhiata allo stadio cittadino (Lerkendal Stadion), che ospita le partite di calcio del Rosenborg (la squadra più forte di Norvegia). La sede della squadra è lì sul piazzale, aperta come lo stadio (completo d piccolo centro commerciale). Stasera la squadra di casa affronta il Viking, e gli addetti preparano l'impianto. Gianfranco chiede il permesso di entrare per scattare qualche foto, e veniamo accontentati senza nessuna difficoltà. È un ambiente rilassato, lontano mille miglia da quello stressato del calcio di casa nostra.

La colazione (o pranzo, non si capisce più) viene celebrata a Melhus, pochi chilometri dopo. Di qui in poi inizia l'avvicinamento al sud-est della Norvegia: unica zona che non abbiamo avuto modo di percorrere all'andata. Abbandoniamo la E6 per la statale 30, in direzione di Røros, fermandoci per uno spuntino nell'area panoramica attrezzata di Eidet Bru.

Avvicinandoci alla destinazione veniamo colti da un acquazzone piuttosto violento. Erano alcuni giorni che non prendevamo l'acqua, e iniziavamo ad abituarci male. Il cielo (è il caso di dirlo) ci ha voluto richiamare all'ordine.

Røros è un centro piuttosto vivace, noto in ambiente turistico perché è ben conservata l'antica area mineraria (visita gratuita!). Parcheggiamo lungo la strada, vicino alla stazione ferroviaria, spiazzati dalla pioggia, e senza idee sul da farsi. Basta aspettare una schiarita (che puntualmente arriva), poi si può iniziare la passeggiata. Tutto l'abitato si articola intorno ad una strada rettilinea che si arrampica fino alla chiesetta. La percorriamo a passo davvero turistico, dando un'occhiata intorno alle vetrine e alla gente (che è sempre uno spettacolo nello spettacolo). Dall'alto si raggiunge in un minuto la zona della miniera (che per nostra delusione è a cielo aperto, mentre pregustavamo già una discesa in cunicoli bui, caschetti, lampade e tutto questo genere di cose).

La zona è suggestiva e davvero ben conservata, anche se cominciamo a sospettare che in realtà "ben conservato" e "mal mantenuto" (o "mai revisionato") siano concetti dai confini estremamente labili. La strada (parallela alla principale) che discende dalla miniera è un quadro ancora fresco di quelle che erano le condizioni materiali di vita in questo paese fino agli anni cinquanta, quando le miniere furono chiuse. Scopriamo che gli opuscoli locali segnalano questa strada come set delle riprese di "Pippi calzelunghe" (se qualcuno ne ricorda le ambientazioni, magari questo dettaglio può essere interessante, ma a noi a dire il vero interessa poco).

A Røros facciamo spesa per la cena, sempre determinati a fare ancora un'ultima volta campeggio libero (anche perché ci risulta che per particolari condizioni climatiche Røros sia la città più fredda di Norvegia). Proseguiamo verso Alvdal, poi Atnosen. Ha ripreso a piovere forte, il che manda all'aria i nostri piani per la notte. Come se niente fosse prendiamo la strada decisa ieri la (219), dalla quale (dopo pochi chilometri) si distacca quella, più piccola, che porta a Ringebu.

Guardiamo al cielo, per capire se si possa pensare ad una schiarita ragionevole, man mano che ci si avvicina al monte Kvien (1350 m slm). Di posti ideali ne vediamo diversi, ma una volta ogni tre settimane la ragione ci assiste, ed oggi è proprio il caso di piegarsi a più miti consigli. Iniziamo la discesa verso Ringebu (fermandoci una dozzina di chilometri a monte del paese). Stanotte dormiremo in una comoda hytte, completa di fornelli e pentole (potremo così immolare un misero chilo di spaghetti che ci portiamo dietro da 8 giorni). Avremo anche lo spazio sufficiente a riordinare i bagagli, per non dover fare le grandi manovre militari alla riconsegna dell'auto, domani pomeriggio.

La cena si fa dunque sontuosa, annaffiata da una bottiglia di Champagne (la famigerata bibita a base di Big- Babol e acqua Farris) acquistata da Pippo e Pierluigi in un attimo di distrazione di Ale. Gianfranco è un patito delle bibite gassate, ma non riesce a berne neanche un bicchiere (va a svuotarlo fuori, sul ballatoio). Non abbiamo la tele, così accendiamo il pc, mettiamo su musica e (come l'intervallo della RAI di tanti anni fa) ci guardiamo tutte le foto del viaggio (anche quelle non pubblicate) che scorrono una dopo l'altra. Ci rendiamo conto che in venti giorni (e oltre seimila chilometri) ne abbiamo veramente viste delle belle. La cronaca del viaggio inizia a diventare storia, e ci piace riconoscere al volo i momenti e le situazioni immortalate, ricordare i discorsi fatti e quelli lasciati cadere...

Zzz... zzz.. zzz.

 

Galleria di immagini:

Lerkendal Stadion: foto 1   foto 2

Colazione a Melhus

Pranzo a Eidet Bru

a Røros: foto 1   foto 2   foto 3   foto 4

Gli chef all'opera

Finalmente si mangia (e si beve)

Saltano i tappi di Champagne ...

... e ci si ubriaca

Riflettori sulle scuderie

 

 

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